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GPQ
venerdì, 10 luglio 2009




Domenica a pranzo, festa messicana da me, improvvisata , NECESSARIA.


Un passa parola rapido e positivo, saremo un paio di dozzine, dove le mettero' non lo so.

Dany dormirà da me sabato sera, prepareremo le basi delle salse, il menu' sara' metà fresco e metà caldo, il punto di forza è che tutto dovra' essere rigorosamente messicano.

Ho trovato tre sombreri che avevo in cantina, lavati dalla polvere saranno il pezzo forte.

Alla festa ci sara' anche Samuel, con cui sono andato a fare la spesa ieri pomeriggio, 140 euro circa tra Cerveza e nachos e tortilla e vino (unica parte non messicana, mi sono avvicinato il piu' possibile trovando quattro boccie di NO EXCUSE un vino che sponsorizzava COMETA CORDOBA difensore centrale della Beneamata come iniziativa benefica).

Con lui abbiamo avuto occasione di parlare molto, gli ho messo per scherzare una mano in faccia minacciandolo di riempirlo di botte se lo ribeccavo con quei banditi cercatori di gente "debole" e da truffare.

Sono adrenalinico e voglioso di star bene, faro' un sacco di foto e le postero' se riesco gia' lunedi'.

Un bacio a tutti

Grazie di esserci

Gio'

postato da: GPQ alle ore 12:10 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 06 luglio 2009
Dopo un sacco ma un sacco di tempo ho rivisto Samuel, è spuntato fuori all’improvviso, sono rimasto un paio di minuti a guardare e rileggere il semplice messaggio sul telefonino.

Ci siamo visti sabato pomeriggio, per lui sono scappato dalla semplice ma piacevolissima atmosfera di festa che c’era da Daniel.

In città c’era aria calda e difficilmente respirabile, ci siamo visti in un bar anonimo di una zona anonima, dentro ,solo gente anonima.

Ci siamo raccontati, occhi negli occhi e continue ricerche di mani e pacche sulla spalla e richiami a situazioni infinite vissute e respirate in mille variazioni d’intensità nel corso degli anni.

Era strano, pero’.

Aveva un residuo d’insoddisfazione velata sia negli occhi che nelle parole, come se stesse in parte recitando una cantilena.

Non so’ dire perché mi accorgevo di questo, ma avevo la sensazione di trovarmi di fronte ad un personaggio piu’ che ad una persona.

Mi diceva che stava bene e che frequentava gente nuova, che aveva mille progetti, e che si era iscritto ad una sorta di palestra dove insegnavano a guardare avanti a credere in se stessi, diceva che se lo voglio posso realizzare tutta con la forza del pensiero.

Io ero sudato e sobrio, mi ero promesso di non bere per un po’, ma sentendolo parlare cosi’,  mi veniva sete e ho bevuto.

Diceva che voleva che io conoscessi questa gente e questo rivoluzionario metodo di meditazione o non so’ cosa.

Poi sono arrivate delle persone, lo hanno salutato, e mi ha presentato.

C’ero cascato.

Avevano una riunione proprio li, mi sono sentito improvvisamente di troppo, ma inesorabilmente dentro un gioco che non volevo giocare.

Samuel ,(cazzo), perduto in maniera che sembrava definitiva,

l’ho guardato dritto negli occhi, c’era un messaggio zippato che volevo che lui traducesse al volo in : mi hai fottuto.

Ho resistito anche troppo, erano una decina di persone, tutte le facce e le attenzioni convergevano su un uomo che parlava lento,

un sermone ben collaudato di esempio e massime sulla vita e sul modo di viverla, e sul potere che poteva donare la sua scuola di pensiero.

Avevo intuito tutto, ma non avevo nessuno stimolo fisico per andarmene, lo cercavo, lo aspettavo, poi è arrivato.

Il tipo capo setta ha detto che l’iscrizione alla scuola e le relative lezioni che lui chiamava “missioni” costavano 100 euro all’anno.

E fin qui! poteva anche starci, poi pero’ ha detto a tutti che per arrivare ad avere i suoi poteri ed essere come lui in uno stato di pace ritrovata ect dovevano spogliarsi del 10% dei loro averi.

Mi sono alzato ho detto SIETE DELLE MERDE, oppure una cosa simile, tutti mi guardavano come se fossi il diavolo in persona, Samuel era pietrificato, tentava di dirmi delle cose ma gli ho dato una spinta con la mano premuta sulla sua faccia.

……….poi c’e’ stata una corsa fino a casa da Daniel, il motore della moto puzzava di bruciato, ma non avevo il tempo ne lo spazio mentale per andare piano.

Ora realizzo , ora che sono a casa mia e che penso a quanta cacca puzzolente esiste in questo schifo di situazioni, ora che ho detto a Daniel in che schifo di storie si è messo il nostro da sempre amico.

Daniel vuole sentire degli avvocati o denunciare questo personaggio.

Io non ho tempo per questo.

Io devo fare qualcosa.

Qualcosa di forte.

Qualcosa che abbia una scadenza a brevissimo termine.



postato da: GPQ alle ore 16:15 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 03 luglio 2009
BEVENDO...



troppo



troppo



t



r



o



p



p



o



...e stiamo andando nel posto meno azzeccato per dire basta...
postato da: GPQ alle ore 11:10 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 01 luglio 2009




Sto facendo ordine nel disordine,







piccoli spostamenti, copia incolla reali,







cose da fare, persone da vedere, oggetti dimenticati nella cassapanca.







In questi casi il livello d’attenzione è alla soglia massima,







guai  buttare via cose o idee che sembra non possano servire, capita che non utilizzi un oggetto per anni, un numero di telefono per mesi, e quando decidi di cancellarlo scopri, e lo scopri un attimo esatto dopo, che invece era utile se non essenziale.







Forse per questo, casa mia è zeppa di cose, per paura.







E’ anche vero che avere tante cose implica una maggiore responsabilità d’utilizzo, perché queste non vadano sprecate.







Allora l’ordine che voglio fare si basa sulle mie sensazioni ,su valutazioni istintive legate alle importanze.







Anche le importanze hanno sottocategorie, anche le sottocategorie hanno un infinito albero genealogico di importanze.







Calpesto i detriti microscopici dei miei pensieri mentre cammino dalla cucina alla sala, tornando sul divano con in mano l’ennesima birra in lattina, premio di consolazione per gli apatici cinque metri di distanza percorsa per arrivare al frigorifero.







Dormo, aspetto lavori, a questo punto della stagione, dell’anno, aspetto solo di staccare con la testa, e lo so fare proprio bene, una sorta di autoipnotismo che mi porta a percorrere strade deserte, su isole deserte, nutrirmi di libri gia’ letti e di birra fresca e di tabacco che lascia la gola secca , secchezza che verrà spazzata via dalla un'altra , ennesima birra che presto arriverà di nuovo.








postato da: GPQ alle ore 10:57 | Permalink | commenti (15)
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mercoledì, 24 giugno 2009


Mi alzo sopra la città per osservarla

cerco un modo per sgamarla

pozzanghere  riflesse tra cemento e amianto

la pioggia non pulisce il pianto

C'e' chi passa inosservato

chi si inginocchia

chi si definisce privilegiato

chi e' nato dannato muore condannato

Non c'e piu' tempo per riflettere

ci puoi scommettere

ancora un giorno da postino senza lettere

tiri calci all'aria pugni nel vuoto

risparmia il fiato per quando sarai inseguito

La svolta corre su un filo troppo sottile per restarci appeso

E se si spezza non e' un caso

Come un miraggio nella notte

La citta' t'inghiotte

Poi ti rivomita

digerisce solo la tua essenza

il resto che rimane è indifferenza

alba dopo alba

giorno dopo giorno

Una mistica enigmistica fa da contorno

l'orizzonte se lo vedi non e' sommerso

Fai qualcosa pero' fallo adesso

caccia aperta ma al contrario

una volpe travestita da sicario

messa in scena senza attori giu' il sipario

Accusato da una scusa che non regge

La difesa e' sotto accusa e chi ti accusa e' il fuorilegge

sentenze ad occhi chiusi

non c'è mondo per gli illusi

sembra fatto apposta

non danno risposta

quello che ti resta è poca luce contro la finestra

la via d'uscita ci sta ma devi credere

che niente c'è in cui credere

trovi dentro le risposte le domande

chi ha troppo si confonde

una barca affonda tra le onde

togliti il pensiero

sorridendo per la scritta sopra un muro

la tua maschera

condottiero menzognero

non porta a  niente al di fuori del mistero

è come fare scuola guida nell'inferno

sono situazioni al limite

al limite situazioni

emozioni mascherate da illusioni

qui ci si perde tutti

riflessi dentro specchi rotti

con la faccia da dannati soddisfatti

riprendersi lo spazio che cerchiamo

si guarda sempre troppo lontano

trovi il coraggio nel cassetto

un sogno dimenticato sotto il letto






Dio quanto tempo è passato...
postato da: GPQ alle ore 09:30 | Permalink | commenti (12)
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