L’ultima volta che ho visto la luna sorridermi, entrava da uno dei lucernai della mia camera da letto.
Ero appoggiato di schiena, alla spalliera del letto, a poca distanza dalle travi di legno del soffitto, era estate , e guardavo lo schermo del telefono chiedendomi se avesse preso vita.
Ancora una volta mi trovo a parlare di te, ma la frase che mi tiene legato a me stesso mi rende instabile.
Non c’e’ amore per chi resta fuori, e tu sei rimasta fuori, ora lo so, qual’ è il segreto di chi ha occhi come i tuoi, di chi prevede senza vedere, di chi ascolta senza sentire, tutta la luna del mondo, è rimasta impigliata nella ragnatela delle lettere mai scritte, l’amore hai tempi del colera, la faccia lucida di una moneta che passa di mano in mano.
Hai rifiutato cento volte cento, m’hai negato mille volte mille il permesso che ti avevo chiesto , per ritrovarti ancora e parlarti di nuovo, come se davvero vedere una mia parola e sentire una mia virgola, ti potesse fare del male.
Ti sei lasciata abbracciare da chi veste abiti di verita’ e sangue , bene,
non sono mai stato capace di essere quello che sono, con te, è il mio rammarico piu’ grande.
Ma cosa aspetti ora, a ritornare.
A dire ehi, , cazzo ora basta davvero,sentiamo cosa ha da dire, cosa aspetti ad aprire la porta.
Io sto qui, non posso piu’ farti del male, non ho mai voluto fartene, ti sei nascosta come se potessi rubarti l’anima, al centro sta la Isla Santa Cruz, come al centro sei tu.
Tu sai quanta paura non ho, e sai che non credo che tu mi possa odiare cosi tanto, non si puo’ odiare nessuno che si è amato.
Non farmi sentire un pazzo, alla ricerca del perduto, ma fa in modo che io non perda quanto sia rimasto ,seppur poco, di noi.
Rifacciamo tutto, non parlo dell’amore, che sicuramente avrai trovato,e che anche io finalmente ho la testa per cercare, parlo di noi, due occhi che si sono trovati in mezzo a milioni di occhi, pagine intrecciate nelle sere d’ inverno.
Non fare passare me, come uno che non s’arrende all’evidenza, io non rivoglio e non voglio toglierti nulla di quello che hai, e non mi importa di come possano reagire le persone a te vicine, non ho paura di scriverti figurati se ho paura di loro.
Non mi curo di coloro che non conosco, e di chi si permette giudizi.
Ho sbagliato a definire le tue “nuove” amicizie, ma come ti dissi di gia’..ora stai sbagliando tu.
Torno sulle tue pagine sapendo di non averne accesso, io sto bussando piano ora, apri la porta.
Non sarà un bacio rubato tra l’ascensore e la porta, sara’ un sorriso, sara’ solo un sorriso.